sabato 14 maggio 2011

Sabbia ed Energia Solare: Progetti nel Sahara




Potremmo dover dire tutti grazie al deserto del Sahara se, nei prossimi decenni, riusciremo a coprire il fabbisogno energetico mondiale nonostante l’impoverimento delle risorse che oggi ci consentono di produrre energia. Infatti, stando a quanto dichiarato dal Sahara Solar Breeder Project, sarà la sabbia, o meglio la silice in essa contenuta, a fornire la metà del fabbisogno complessivo totale del mondo entro il 2050. Il progetto prevede la costruzione di impianti produttivi nel deserto che dovrebbero lavorare la sabbia per estrarne il prezioso componente indispensabile alla costruzione dei pannelli solari. È vero che numerosi sono i laboratori, nel mondo, che si occupano di cercare un’alternativa alla silice, ma è anche vero che attualmente si tratta pur sempre della materia prima dal rendimento migliore e, dunque, più richiesta dalle industrie produttrici.
Ma gli impianti da costruirsi nel deserto dovrebbero servire a produrre pannelli per centrali solari di grandi dimensioni, in grado di avviare la trasformazione di oltre cento Gigawatt di energia elettrica. Tuttavia, non abbiamo ancora una tecnologia di riferimento per riuscire ad estrarre la silice dalla sabbia: riusciremo per davvero a colmare questo gap in tempi rapidi, facendo sì che il deserto – da distesa desolata e improduttiva – possa diventare il serbatoio energetico mondiale? Per il momento, l’unica risposta possibile è quella di accontentarsi dello stanziamento di due miliardi di dollari ai laboratori di ricerca universitari, affinché riescano a trovare una soluzione, consegnando alla storia un risultato di straordinario impatto economico e sociale.

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