domenica 8 maggio 2011

La terapia del gioco della sabbia


La terapia del gioco della sabbia ( in inglese Sand play therapy, S.P.T. ) è una particolare modalità psicoterapeutica ideata da Dora Kalff, allieva e collaboratrice di Carl Gustav Jung.  Utilizzata sia nella terapia del bambino che dell'adulto, essa nasce dalla potenzialità terapeutica che il giocare ha per la psiche, poiché proprio la qualità ludica stimola la fantasia e libera energie bloccate: “ Tutto il lavoro umano trae origine dalla fantasia creativa, dall'immaginazione; come potremmo averne una bassa opinione? Inoltre la fantasia normalmente non si smarrisce; profondamente e intimamente legata com'è alla radice degli istinti umani e animali, ritrova sempre, in modo sorprendente la via. L'attività creatrice dell'immaginazione strappa l'uomo ai vincoli che l'imprigionano al nient'altro che, elevandolo allo stato di colui che gioca. E l'uomo, come dice Shiller, "è totalmente uomo solo là dove gioca". L'effetto al quale io miro è di produrre uno stato psichico nel quale il paziente cominci a sperimentare con la sua natura uno stato di fluidità, mutamento e divenire, in cui nulla è eternamente fissato e pietrificato senza speranza" (Jung, 1929).  Il lavoro si svolge a partire dagli scenari che il paziente costruisce nella sabbiera ( contenitore in legno con il fondo dipinto di azzurro pieno di sabbia) che può essere popolata di oggetti o personaggi in miniatura, al fine di ricostruire le più disparate situazioni o anche semplicemente per essere trasformata in un disegno o in un rilievo usando la sabbia stessa. In tal modo si viene a creare uno "spazio vuoto libero e protetto" nel quale il paziente, attraverso l’uso degli oggetti, può esprimere a livello simbolico le emozioni, le paure e le speranze più profonde, al fine di riattivare  un processo di trasformazione psichica e uno sviluppo più armonico della personalità

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